Lo sport, per noi.

Fare sport fa bene alla salute, eppure la società moderna ne fa sempre meno. Secondo i dati ISTAT, in Italia il 38% delle persone da 3 anni in su ha dichiarato di non praticare, nella vita quotidiana, né sport né altre forme di attività fisica.

Purtoppo, la scarsa attività fisica incide gravemente sulla salute delle persone. Il corpo umano ha bisogno di movimento, l’attività fisica aiuta a diminuire il rischio di patologie e migliora la consapevolezza, il benessere, l’equilibrio, e in generale l’interiorità di una persona.

Potremmo chiederci che legame c’è tra sport e filosofia, tra benessere fisico e quello mentale. Troviamo la risposta nella storia, in particolare in quella Greca, fonte di esperienze interessanti e misteriose.

L’attività sportiva e la filosofia nell’antica Grecia rappresentavano due modi complementari e strettamente uniti di esprimere la vigoria del corpo e della mente, con un fine ben preciso: il “perfezionamento” di se stessi.  Per i Greci era inscindibile il concetto di ‘palestra’, dove allenare i corpi, da quello di ‘scuola’, dove forgiare le menti: il luogo era uno solo, il cosiddetto “Ginnasio”. Senza la presenza di un ginnasio (scuola palestra), un agglomerato urbano non era riconosciuto da un greco come città.

La scuola di Platone ad esempio, l’Accademia al cui nome si ispira la nostra associazione, fu fondata presso Atene proprio dove si trovava una palestra. Il Ginnasio era il luogo dove i giovani si allenavano per le gare atletiche e si esercitavano nudi nei giochi ginnici e quindi nelle Olimpiadi. Successivamente, soprattutto presso i Romani, il luogo della formazione dei corpi venne separato da quello della formazione degli spiriti. In seguito, con l’avvento del Cristianesimo e con il Medioevo, la cultura abbandonò l’idea della formazione dei corpi, mentre la scuola divenne un luogo di trasmissione di un sapere controllato dall’autorità, che disincentivava la creatività della sfida intellettuale.

Il recupero delle attività legate all’esercizio fisico all’interno di una scuola si dovette principalmente ai Gesuiti. Da allora in avanti, l’attività sportiva ha preso piede nelle istituzioni scolastiche, ma di rado ha costituito parte di un organico progetto educativo.

Da un punto di vista sociale, lo sport occupa un ruolo molto importante nella vita dei giovani: grazie ad esso si fanno nuove amicizie, si sfoga la rabbia, “si cresce”, si provano nuove sensazioni ed emozioni.

Sentirsi parte di un determinato contesto sociale è uno dei bisogni primari di ciascuno individuo, un gruppo di persone che condivide un obiettivo comune può raggiungere l’impossibile.

Lo sport unisce non solo chi lo pratica, ma anche i tifosi che esultano per la vittoria della loro squadra, e hanno la possibilità di rafforzare legami di amicizia. È un collante formidabile che unisce popoli e razze, lo sport va a cercare la paura per dominarla, la fatica per trionfare, la difficoltà per vincerla.

Accademia 72 si propone di essere il motore di questa passione, accendendo l’interesse e l’entusiasmo in gruppi di principianti o dilettanti che vogliano uscire da una dimensione isolata per avventurarsi con confidenza nel vasto mare dello sport come esperienza sociale e di vita. Per superare i propri limiti, per realizzare i sogni di ognuno e per trovare nuovi compagni per il fantastico viaggio che stiamo affrontando.